celexa reviews for pain viagra to buy in australia is neurontin an opiate like lortab prescription assistance options for asacolSviluppata dai ricercatori di Facebook e Carnegie Mellon University, ha battuto i migliori pokeristi del mondo nella sfida 1 contro 5. E Zuckerberg esulta per le abilità dimostrate dagli algoritmi" /> Sviluppata dai ricercatori di Facebook e Carnegie Mellon University, ha battuto i migliori pokeristi del mondo nella sfida 1 contro 5. E Zuckerberg esulta per le abilità dimostrate dagli algoritmi"> Sviluppata dai ricercatori di Facebook e Carnegie Mellon University, ha battuto i migliori pokeristi del mondo nella sfida 1 contro 5. E Zuckerberg esulta per le abilità dimostrate dagli algoritmi">

Poker, l’intelligenza artificiale ha imparato a bluffare. E vince

C’E’ voluto il bluff perché l’intelligenza artificiale battesse a poker la mente umana. Dietro a Pluribus, questo il nome del ‘cervellone’ che ha vinto contro i migliori pokeristi al mondo, c’è un team che ha unito esperti di Facebook e Carnegie Mellon University impegnati a svilupparlo. La nuova sfida vinta dall’Ai si è giocata in una serie di partite a 6, senza limiti, al Texas Hold’em, dimostrando come il computer sia ormai in grado di battare anche più giocatori, grazie agli algoritmi allenati per prevedere le mosse altrui. E non solo.

Per riuscire nell’impresa Pluribus si è allenata giocando contro se stessa. Ma a differenza del gioco one-to-one, l’intelligenza artificiale ha dovuto imparare a bluffare. Perché persino per il computer sarebbe troppo calcolare le mosse di cinque giocatori in poco tempo. Nell’uno (il computer) contro tutti (i giocatori), Pluribus è riuscita a racimolare una media di 480 dollari ogni 100 mani, più o meno 5 dollari per ciascuna mano, arrivando a vincere fino a 1000 dollari l’ora. Un risultato che, secondo i ricercatori, supera di gran lunga le aspettative di vincita dei professionisti del poker. Alle persone che hanno partecipato alla sfida, durata 10mila mani in 12 giorni, è stato distribuito un incentivo di 50mila dollari per motivarle.

12 years ago I tried making my first poker AI in college and dreamed of beating the world’s best pros. After seven years of a PhD, I’m excited to announce that I finally did it! It’s been quite an adventure. Looking forward to the next one! https://t.co/jqRjKPUru4

— Noam Brown (@polynoamial) 11 luglio 2019

Pluribus ha dato il meglio giocando contro 5 avversari, mentre si è trovata in difficoltà nella sfida ribaltata che ha visto giocare altrettante Ai contro un solo professionista. Il risultato è comunque eccezionale se si pensa che “è difficile battere Pluribus con qualsiasi tipo di mano”, come ha spiegato uno dei giocatori più famosi seduti al tavolo, Chris Ferguson, sei volte campione delle World Series of Poker con un passato macchiato da una maxi truffa storica legata al gioco.

A superhuman poker-playing bot called Pluribus has beaten top human professionals at six-player no limit Texas hold ‘em poker. https://t.co/0afTYKHAGY

— Nature News & Comment (@NatureNews) 12 luglio 2019

Le vincite di Pluribus rappresentano una pietra miliare nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, e non solo sul tavolo da gioco. L’Ai ha raggiunto un livello “sovrumano” dal quale è impossibile tornare indietro, per dirla con Noam Brown, uno dei ricercatori intervistati da The Verge. Che il computer sappia sviluppare schemi tattici per vincere lo si è visto sia con il Go che con gli scacchi, ma questa volta l’Ai ha alzato il tiro riuscendo a diventare “prevedibilmente imprevedibile”, ricalcando cioè quell’abilità tutta ‘umana’ che è il bluff. Questa capacità di ‘leggere’ l’avversario, e soprattutto di riuscire a ingannarlo, sembra avere affascinato anche Mark Zuckerberg.

“Come la maggior parte delle sfide più grandi che affrontiamo – la lotta contro gli spammer o le ingerenze (politiche, ndr) tra Paesi – richiede di sconfiggere più avversari contemporaneamente in situazioni nelle quali non conosciamo tutte le loro risorse né cosa stanno combinando. Per questo il poker è l’esperienza più simile alle sfide che stiamo affrontando. Costruire un’intelligenza artificiale in grado di sconfiggere il migliore al mondo è un traguardo tecnologico fondamentale”, ha scritto il patron di Facebook complimentandosi con i suoi sviluppatori che hanno allenato Pluribus. Poco importa se gli algoritmi questa volta sono stati impiegati nel campo del gioco d’azzardo, uno dei nemici giurati del social che negli ultimi anni ha annunciato di avere bloccato le pubblicità a tema. Visti i risultati ottenuti al Texas Hold’em, Facebook ora ci tiene a incassare il successo che può spianare ancora di più la strada alla piattaforma.

An artificial intelligence program developed by @CarnegieMellon in collaboration with @Facebook AI has defeated leading professionals in six-player No-Limit Texas Hold’em.https://t.co/UVbGRAeYbi

— CMU School of Computer Science (@SCSatCMU) 11 luglio 2019

L’Ia ha fatto passi da gigante, a partire dagli scacchi per finire con i videogame. AlphaStar, un’altra mente artificiale nata però dal DeepMind di Google, di recente ha battuto gli avversari di Starcraft, dimostrando le potenzalità anche nel gioco multiplayer. Nel poker i primi successi risalgono al 2015, quando la sfida era al massimo contro due giocatori. Ora Pluribus, programmata in soli 8 giorni usando un server 64 core con meno di 512 GB di Ram ha dimostrato di avere surclassato l’uomo anche nel bluff.