Il colosso di Redmond (proprietario di Xbox) e la casa giapponese (produttore di Playstation) hanno firmato un'intesa per "lo sviluppo congiunto di future soluzioni cloud su Microsoft Azure per supportare i rispettivi servizi di giochi e lo streaming di contenuti". Per mettere..." /> Il colosso di Redmond (proprietario di Xbox) e la casa giapponese (produttore di Playstation) hanno firmato un'intesa per "lo sviluppo congiunto di future soluzioni cloud su Microsoft Azure per supportare i rispettivi servizi di giochi e lo streaming di contenuti". Per mettere..."> Il colosso di Redmond (proprietario di Xbox) e la casa giapponese (produttore di Playstation) hanno firmato un'intesa per "lo sviluppo congiunto di future soluzioni cloud su Microsoft Azure per supportare i rispettivi servizi di giochi e lo streaming di contenuti". Per mettere...">

Microsoft, pace con Sony: accordo su giochi in streaming

ROMA – I due grandi avversari del settore console si stringono la mano: Sony (produttore di Playstation) e Microsoft (proprietario di Xbox) hanno firmato un’intesa per “lo sviluppo congiunto di future soluzioni cloud su Microsoft Azure per supportare i rispettivi servizi di giochi e lo streaming di contenuti”. Per ora si tratta di un memorandum, i cui dettagli non sono noti. Ma l’obiettivo è chiaro: il mercato dei videogiochi in streaming, che ha subito una decisa accelerazione con il lancio di Stadia, il servizio di Google. Oltre a competenze di settore e una scuderia di giochi, lo streaming ha bisogno di un’infrastruttura cloud che oggi poche società possono offrire: Google (che ha già fatto la sua mossa), Amazon (che si dice possa lanciare un proprio servizio di videogiochi) e – appunto – Microsoft (che a breve lancerà la propria Netflix dei videogiochi, Project xCloud).

Sony ha scelto una delle poche strade possibili: sfruttare l’infrastruttura cloud di Microsoft per ampliare il proprio servizio in streaming (PlayStation Now). Una mossa che ha spinto il titolo a un rialzo del 9%. Il gruppo giapponese resta comunque un concorrente, sia nei giochi online che nelle vendite delle console. E allora cosa ci guadagna Microsoft? Acquisisce un nuovo, importante, cliente. E soprattutto lo sottrae ad Amazon o Google. Se c’è una cosa che i due giganti guidati da Bezos e Pichai hanno meno di Microsoft, è un passato nel settore. Una carenza che si sarebbe potuta colmare più velocemente accordandosi con Sony. Anche per Microsoft, quindi, l’intesa è importante, anche perché il futuro della compagna è più legato ad Azure che alle console. L’aspra battaglia può quindi essere messa in secondo piano (anche se non scompare) in nome di business più ampi. Cioè streaming di videogiochi e cloud. C’è però anche altro.

L’accordo parla di sviluppo di “soluzioni basate sull’intelligenza artificiale” (nelle quali Microsoft è all’avanguardia) e di nuovi “semiconduttori” (cioè sensori evoluti), campo in cui è Sony a poter dare maggiore apporto. E’ quindi possibile che la combinazione di queste competenze possa portare a nuove esperienze, non solo di gioco ma anche – come spiegano le società in un comunicato – “per le imprese”. La reazione delle azioni Microsoft è stata meno esplosiva: guadagno del 2,3%, seguito da una lieve flessione nelle contrattazioni del dopo-borsa. Certo fa effetto che dopo quasi due decenni di battaglie, Sony e Microsoft sottoscrivano un accordo. In fondo la storia delle due console è strettamente legata. Raccontando la nascita della Xbox, uno dei suoi padri – Ed Fries – ha spiegato che il primo progetto era stato bollato da Bill Gates come “un insulto per la società” e da Steve Ballmer come “una perdita di soldi”, prima di tutto perché la console non adottava Windows come sistema operativo. La disposizione dei due manager cambiò nel giro di alcuni minuti grazie a una domanda: “E allora che facciamo con Sony?”. La Playstation era già un successo. Sfidarla per arginarlo è stata la motivazione principale per la nascita della Xbox. Fino all’arrivo dello streaming.